Legiferare, pianificare e vigilare: questa la Regione di Musumeci

Conclusione scoppiettante per la quinta edizione del Festival del giornalismo enogastronomico,  recentemente svoltosi a Galati Mamertino, dove giornalisti, imprenditori ed amministratori hanno animato questo primo week end di settembre con dibattiti, seminari, presentazione di libri, showcooking e degustazioni offerte da Gustoso, oltre che delle aziende produttrici della zona alcune delle quali sono state anche visitate, così come racconta il TravelAlbum dei lettori.
Una realtà a dimensione umana, dove i prodotti della terra diventano elementi di una nuova produttività agroalimentare e valore aggiunto per una gastronomia di eccellenza. Antiche tradizioni e coltivazioni piuttosto in contrasto con il moderno ecomostro che domina la vallata denominato “Incubatore d’impresa”, ancora spoglio ma animato, per l’occasione, dagli incontri del Festival.
Ed è lì che si è recato il Presidente della Regione, Nello Musumeci, domenica scorsa per concludere i lavori, accolto anche da una folta rappresentanza di amministratori dei Comuni dei Nebrodi. Una nuova occasione d’incontro e confronto, stimolato dalle domande di Nino Amadore, patron della manifestazione e giornalista il quale ha posto sul tavolo una serie di temi di attualità a cui il governatore non si è tirato indietro, rispondendo con la consueta chiarezza e determinazione.
“E’ stata una follia – esordisce Musumeci – abolire le province, così come non esiste una mappatura di niente ed insufficienti sono i tecnici di cui la Regione dispone per monitorare ed elaborare progetti. Nonostante ciò abbiamo intrapreso la strada del fare più che quella del dire, iniziando a definire il ruolo della Regione che deve legiferare, pianificare e vigilare e non più gestire, il cui compito deve essere dei Comuni, delle Province e dei privati. In questa logica, abbiamo affrontato il tema dei rifiuti, la cui emergenza potrebbe essere eliminata nel giro di un anno. Non facciamoci illusioni – aggiunge – per risanare l’economia di questa Regione non ci vorranno meno di quattro anni”.
I modi ed i toni sono sempre incoraggianti anche quando si rivolge direttamente agli imprenditori, esortandoli ad avere coraggio: “investite nella vostra splendida terra particolarmente nella parte montana ancora ricca di enorme potenzialità”.
“Uno sforzo comune – sintetizza con una battuta – ‘il Parco sì ma non così’. Il Parco non può essere mummificato ma reso fruibile e produttivo anche con iniziative imprenditoriali sostenibili nel settore turistico ed agroalimentare”.
Turismo un tema caro al presidente Musumeci che non ha mancato di ricordare, così come anticipato nella news pubblicata su travelnostop.com, come sia necessario garantire la qualità. Tanto realismo raccontato alla testa dei presenti e non alle pance, come sempre più frequentemente tentano di abituarci i politici dell’ultim’ora. “Sono il Presidente della semina – chiosa Musumeci – e non della raccolta”. Una battuta per ricordare, non solo a se stesso, che in Sicilia è ancora tempo della semina.

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