Albergatori in soccorso dei turisti abbandonati, una testimonianza diretta

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la nota di Alfonso Cerreti, direttore del Sicilia’s Residence Hotel – Art & Spa di Acitrezza.
“Da quando sono state messe in atto le restrizioni previste dal decreto del Primo Ministro Giuseppe Conte, e nonostante tutto il mercato sia completamente immobile, una nicchia di clientela individuale, che viaggiava sul nostro territorio senza alle spalle l’assistenza di un Tour Operator, si è ritrovata da sola e senza direttive. Questa clientela ha bussato ripetutamente alla nostra porta chiedendo assistenza. E noi abbiamo messo in atto tutte le disposizioni in materia di sicurezza pubblica e risposto quotidianamente a questa richiesta di assistenza.

Questi turisti, che non avevano prenotato prima, erano già presenti sul territorio regionale al momento dell’emissione del primo decreto ministeriale e quindi sono  stati presi alla sprovvista dalla situazione. Molti non sono stati neanche informati sulle restrizioni ministeriali.

Per lo più si è trattato di clientela che improvvisamente si è ritrovata costretta a restare in Sicilia, perché aveva un volo programmato tra qualche giorno ma non è stato confermato o perché il volo è stato cancellato e non si sa se e quando ne troveranno un altro.

Noi abbiamo fatto davvero il possibile per assisterli, raccomandando loro di non muoversi dalla struttura, se non per raggiungere l’aeroporto per prendere il volo una volta confermato, e garantendo tutti i nostri servizi. Il problema è che la nostra categoria è stata assolutamente dimenticata, navighiamo a vista e nessuna direttiva precisa è stata data al settore.
Comprendiamo tuttavia l’enorme sforzo che il nostro governo sta mettendo in campo e non possiamo pretendere che si riesca in breve tempo a pensare a tutti gli aspetti della situazione. Dobbiamo fare tutti la nostra parte.

Il nostro personale ha utilizzato l’attrezzatura idonea: guanti e disinfettanti sono stati a disposizione anche dei clienti in ogni area comune. Abbiamo rispettato la distanza di sicurezza tra i tavoli della sala colazione, ma in linea generale ci sentiamo in difficoltà perché è difficile capire con chi i nostri clienti siano stati in contatto prima di entrare in hotel, o addirittura nella propria nazione di appartenenza prima dell’arrivo in Sicilia.
Noi, in ottemperanza alle linee guida della Polizia di Stato, abbiamo rilasciato ai clienti un modulo per i loro spostamenti e abbiamo fatto firmare l’autocertificazione per la provenienza, ma per il resto siamo assolutamente soli, in prima linea, come immagino tanti colleghi.

Il momento risulta drammatico ma, fino a oggi, abbiamo avuto l’obbligo di assistere tutti e accettarli in House. La cosa che ci rende veramente fieri è avere sentito tutti loro – tedeschi, svizzeri, francesi e inglesi – lodare il nostro Paese per ciò che si sta facendo. Hanno mostrato più paura di ripartire che di restare, consapevoli che l’Italia abbia messo in atto misure che nel loro Paese non sono state ancora nemmeno prese in considerazione. Ci hanno raccontato di Paesi allo sbando nella confusione e, con tanta paura e per assurdo, si sentono più al sicuro qui in Sicilia.
In un modo o nell’altro, il nostro popolo fa la differenza. Però, alla luce delle ultime disposizioni previste dal decreto del presidente del Consiglio dei Ministri dell’11 marzo 2020, abbiamo deciso di chiudere il nostro hotel fino al 3 aprile 2020, per non esporre ad ulteriori rischi il nostro personale e le rispettive famiglie.

Non so dire se la stagione è completamente saltata oppure salveremo qualche scampolo d’estate o autunno, ma sono certo che ne usciremo per primi e ne usciremo più forti. Bisogna solo essere fiduciosi”.

News Correlate