Lo Cascio (Il Tuareg) a Conte: trattiamo tutte le aziende come Alitalia

Il tema era stato già sollevato una decina di giorni fa. In un’intervista rilasciata a travelnostop.com, Vincenzo Lo Cascio, general manager de Il Tuareg TO, aveva parlato di Alitalia temendo l’ombra di una Bad Company. Ora Lo Cascio torna sull’argomento in una lettera aperta inviata al premier Giuseppe Conte.

Caro Conte, certo non sei fortunato: in piena ascesa Covid 19 ti ha fatto saltare il banco che storicamente “vince tutto”. Dal piccolo schermo, mortificato ed addolorato, ci hai raccontato che il momento aveva bisogno di Unità, che il governo avrebbe lavorato per trovare la soluzione, al problema per il ristoro a tutte le aziende che crollavano insieme ai posti di lavoro. Un decreto dopo l’altro il tentativo maldestro di “propinare alle genti” che tutto era sotto controllo. Una manovra senza precedenti avrebbe risollevato le sorti del Paese: 450 miliardi pronti dalle banche da erogare attraverso MCC.

Ma mentre tentavi di ipnotizzare l’Italia, le banche non ti filavano per nulla: forse quei soldi, in gran parte crediti verso risparmiatori, non esistono più seppur registrati in Banca d’Italia?

Le imprese in perdita pretendono Fondo perduto e non strumenti finanziari con all’interno trappole come la bancarotta preferenziale e con lo Stato tutelato da Sace. Ma come fai a non accorgerti che l’Italia intera ha bisogno di liquidità vera? Come hai fatto ad immaginare che milioni di imprenditori si sarebbero “castrati” con l’indebitamento?

Hai mendicato in Europa, in barba ad ogni trattato, per un Paese povero grazie al saccheggio di politici e funzionari pubblici collusi con il malaffare: centinaia di miliardi scippati negli ultimi 30 anni dai “potenti di turno”… Una tavola imbandita ancora oggi, dove si fa a gara per esser commensali.

Ma la soluzione c’era caro Conte, e l’avevi concepita tu presidente: perché non applicare il mirabile art. 79 comma 4 a tutte le aziende e non solo ad Alitalia? Facciamo tutti quanti una bella new company con soldi pubblici e dopo di che, voilà ecco una bad company!

Ma come fai? Migliaia di cittadini attendono rimborsi per voli mai effettuati, fornitori di carburante che attendono pagamenti da mesi e ancora creditori, creditori, creditori che sono Imprese. E che fai dopo aver speso oltre 2 miliardi di soldi pubblici per un vettore che perde 2 milioni al giorno? Lo rimetti in corsa finanziando un piano industriale messo in campo dai soliti noti.

Caro Conte, tu, e tutti coloro che ti hanno preceduto, gli scheletri a cui dare conto non li tenete negli armadi ma in vasti cimiteri personali. Caro Conte, non vi è una sola ragione per continuare con una farsa che in 12 anni è costata quasi 10 miliardi: io amo l’idea di una compagnia di bandiera, vivo con fascino del Tricolore, ma questa orda di cialtroni non merita di continuare.

Se davvero esiste una Europa, anche per i trasporti il piano deve essere europeo. Auguro un aborto dell’art 79 comma 4.

Caro Presidente Conte, l’eventuale nascita di un mostro non potrebbe passare inosservato alle procure e alla Corte costituzionale“.

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