venerdì, 26 Febbraio 2021

70 milioni per preparare Porto Empedocle ad ospitare le navi da crociera

Il rilancio del territorio empedoclino con particolare riferimento all’area portuale è stato il tema del tavolo tecnico organizzato a Porto Empedocle dall’amministrazione comunale. L’obiettivo è primario è trasformare il porto in una grande infrastruttura in grado di accogliere le navi da crociera.

“Siamo felici – ha detto il presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicila occidentale, Pasqualino Monti – che, dopo le necessarie demolizioni dei silos e delle strutture fatiscenti che squalificavano l’area, si presenti il progetto di costruzione della nuova stazione marittima, mentre è stata già definita la progettazione sia del molo crocieristico sia del dragaggio dei fondali. Vogliamo trasformare un porto che oggi è dedicato al sale da un lato e ai traghetti con le Pelagie dall’altro, in un porto che sappia accogliere navi da crociera e ro-ro. Porto Empedocle, non dimentichiamolo, è stata anche inserita tra le Zes e ha da valorizzare il progetto del deposito di Lng, l’unico ad affacciarsi sul Mediterraneo, fondamentale per il rifornimento delle navi. Inoltre è dentro l’accordo siglato lo scorso dicembre con Msc e Costa, con l’obiettivo di far arrivare nei porti della Sicilia occidentale un milione e mezzo di passeggeri in cinque anni, naturalmente con le dovute proporzioni tra gli scali. Ma bisogna partire da una ricostruzione di infrastrutture – da 70 milioni di investimenti – che porteremo avanti con determinazione come abbiamo fatto sin dal primo giorno di gestione”.

“Ho preso un impegno con il presidente Monti – ha annunciato il vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Giancarlo Cancelleri -: quello di stringere una partnership per uscire immediatamente dal guado autorizzativo e fare diventare questi lavori reali. Ospitare a Porto Empedocle navi da crociera di nicchia, frequentate da un turismo ricco che spende e che si aspetta standard qualitativamente elevati, è una bella sfida che crea un indotto importante. Bisogna preparare non solo il porto, ma anche la città e l’intera provincia, dotandole di strutture ricettive e di ristorazione adeguate: se ci riusciremo tra 5 anni, secondo me, si potranno vedere i primi frutti economici, e tra 10 avremo cambiato il volto a una tra le provincie più disagiate”.

 

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