Un progetto per riqualificare dieci borghi rurali
Progetto dell'Esa per valorizzare le aree interne dell'Isola e destagionalizzare


Oggi sono borghi rurali, con la funzione di cerniere territoriali tra collina e montagna, ma in un futuro non troppo lontano diventeranno veri e propri “centri servizi” territoriali, con strutture recettive, stazioni di sosta e vendita di prodotti tipici. E’ l’idea che sta alla base del progetto di riqualificazione di dieci borghi rurali presentato dall'Ente di Sviluppo Agricolo (ESA), che riguarda Borzellino, Schirò, Portella della Croce, Vicaretto, Petilia, Baccarato, Lupo, San Giovanni, Schisina e Bonsignore, e che è stato presentato nei giorni scorsi alla Sala gialla di Palazzo dei Normanni, alla presenza di Salvino Caputo, presidente della terza commissione parlamentare dell’Ars. I dieci borghi, sparsi tra le province di Palermo, Agrigento, Caltanissetta, Enna, Catania e Messina, costituiranno un percorso lungo oltre 150 km, da poter percorrere a cavallo, in bicicletta o a piedi. La “Via dei borghi”, com'è stata meglio definita, punta a favorire l’economia delle aree interne, orientando nuovi flussi turistici verso la Sicilia più disagiata, nell’ottica degli attuali obiettivi della promozione di un turismo isolano che guarda alla destagionalizzazione, investendo su una tipologia che potrà essere gestita direttamente dai siciliani attraverso piccole attività. Secondo il presidente dell’Esa, Roberto Materia “il recupero dei villaggi e borghi rurali non graverebbe sulla Regione, poiché si potrebbe far ricorso alle risorse disponibili con i fondi del PSR Sicilia 2007/2013 ed avviare, nello stesso tempo, altre misure, come procedure di project financing per l'individuazione di operatori privati”.

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