mercoledì, 8 aprile 2020

Ragusa prova a salvare turismo dall’inquinamento

Rischi dal decreto che estende area di ricerca di petrolio. E due villaggi ancora sotto sequestro

Potrebbe essere un angolo di paradiso in grado di vivere solo di turismo. Eppure ancora una volta si parla di trivelle e di villaggi turistici sotto sequestro. A Marina di Ragusa la Camera del Lavoro iblea ha convocato una conferenza per fare il punto in vista della stagione estiva ormai prossima. Sotto accusa c'è innanzitutto il decreto CrescItalia varato dal governo Monti che estende l'area di ricerca di petrolio e gas. In realtà, conferma la fascia protetta entro le dodici miglia dalle coste e dalle riserve marine, ma secondo la Cgil, sblocca le pratiche di autorizzazione congelate nel 2010.
"Si tratta di una sorta di condono delle trivelle – accusa il segretario generale della Cgil di Ragusa, Giovanni Avola – che in poco tempo tra l'Adriatico e il Canale di Sicilia potrebbe far nascere decine di nuove piattaforme petrolifere da aggiungere alle nove in attività nelle nostre acque".
In più al decreto di Monti s'è aggiunto quello del ministro Corrado Passera che estende l'area per la ricerca di idrocarburi al largo delle coste siciliane. Il timore è che il mare e le coste diventino una discarica a cielo aperto e che le piattaforme per l'estrazione spaventino i turisti.
Tra l'altro, l'estate scorsa le spiagge di Sampieri, Marina di Modica, Pozzallo, Marina di Ispica hanno rischiato – se non addirittura subìto – fenomeni di inquinamento ambientale con evidenti ripercussioni sui flussi turistici agostani. Si è parlato degli scarichi abusivi nella condotta del Consorzio di Bonifica di Scicli. Ma anche degli scarichi fognari dei villaggi turistici di Sampieri sequestrati da qualche mese e con un grande punto interrogativo sulla stagione estiva. In ballo ci sono 300 posti di lavoro nei due villaggi e 20 mila presenze nella stagione estiva. Per questo, la Cgil auspica il dissequestro di Baia Samuele e Marsa Siclà ma ad una condizione: "che sia esclusa la possibilità che l'attività dei due villaggi possa essere fonte di inquinamento".

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