Il quiet trekking’ vi porta alla scoperta delle malghe più belle
29 Giugno 2026, 10:00
Photo credit @ TG Gsiesertal_Georg Hofer
Lontano dalle rotte più ovvie, esiste una geografia nascosta nel cuore dell’Alto Adige che ha scelto di sottrarsi al clamore. La Val Casies è la destinazione segreta definitiva per questa estate. Il quiet luxury abbandona le definizioni patinate per farsi esperienza applicata alla montagna, respiro, essenza alpina pura.
In un’epoca di vette prese d’assalto e montagne iper-infrastrutturate, la Val Casies ha fatto una scelta coraggiosa e radicale: preservare un orizzonte intatto. Qui, dove gli unici impianti sono tre piccole e discrete sciovie invernali, la stagione calda svela la vera essenza delle Alpi. In estate, la montagna non si ‘consuma’, si conquista passo dopo passo. Non ci sono funivie a tagliare il cielo, né scorciatoie per le alte quote: ogni singola malga, ogni pascolo e ogni vetta si raggiungono esclusivamente a piedi. È una selezione naturale gentile, dove chi arriva in cima condivide lo stesso rispetto per la fatica, la stessa cadenza lenta e lo stesso, profondo, amore per il silenzio. Emblema discreto e meravigliosamente antico di questa geografia dell’anima sono le malghe. Dimenticate l’idea del semplice ristoro d’alta quota: ci troviamo di fronte a veri e propri rifugi di quiete immersi nel verde, custodi preziosi di una cultura montana rimasta meravigliosamente intatta. Sono luoghi dove il design organico del legno e della pietra fa da cornice a un’ospitalità dal sapore sartoriale; piccoli santuari di autenticità dove il lusso più grande è riprendersi il proprio tempo (e il proprio spazio), sedersi e lasciarsi fondere con un paesaggio così incontaminato da sembrare dipinto su misura.
A dettare il ritmo sono i percorsi di trekking, che qui si trasformano in veri e propri itinerari d’autore. Raggiungibili attraverso circuiti dal fascino primordiale come l’iconico Almweg 2000, un’alta via panoramica dove l’orizzonte regna sovrano, rigorosamente privo di impianti di risalita, o il suggestivo “Sentiero delle usanze”, queste oasi d’alta quota invitano ad abbracciare la filosofia slow.
Alla fine di ogni trekking, l’arrivo in strutture come la Hinterschuher Alm e la Tolder Hütte, a quasi duemila metri di altitudine, diventa un viaggio nel gusto: qui è ancora possibile assistere alla sapiente lavorazione artigianale di burro e formaggi, toccando con mano un’eredità di saperi secolari.
È l’epitome di un lusso discreto, magistralmente incapsulato in baite come la Malga Kaser e la Moos Alm: architetture storiche in legno, inebriante profumo di cirmolo e un’accoglienza che privilegia il calore umano. Un modello di turismo gentile e consapevole, un invito a misurare il passo sui sentieri per vivere una montagna fatta di silenzi profondi, pascoli curati e una biodiversità tutta da custodire.
La tradizione ha insegnato la sostenibilità molto prima che diventasse una parola di moda. Qui gli abitanti vivono a ritmo con la terra: famiglie che lavorano insieme come un tempo, animali curati con attenzione, natura totalmente presente e capace di raccontare le proprie storie. Il turismo, qui, non è sfruttamento, ma scambio: entra in sintonia con il territorio, rispettandolo e valorizzandolo. Non a caso, la Regione Panoramica delle Dolomiti Val Casies-Monguelfo-Tesido ha ricevuto il Marchio di Sostenibilità Alto Adige, a testimonianza di un approccio consapevole, autentico e armonioso al turismo e alla vita quotidiana.