Il sommelier della mela: nuova guida per conoscere Lana
03 Aprile 2026, 10:15
Photo credits @ lanaregion.it/Maike Wittreck
La regione di Lana in Alto Adige custodisce piccoli gioielli preziosi e rari: uno di questi è il sommelier della mela, Stefan Gögele, una figura nata per raccontare il territorio, trasformando un frutto apparentemente semplice in un universo complesso fatto di aromi, tecniche, conoscenze e passione. D’altra parte, nella regione di Lana, la mela non è semplicemente un prodotto agricolo, ma un elemento identitario al centro dell’economia locale, che accompagna la vita quotidiana, la cultura e l’ospitalità.
La formazione di Stefan unisce teoria e pratica e abbraccia ambiti diversi come la conoscenza delle varietà, la coltivazione, la trasformazione, l’alimentazione, la retorica e l’utilizzo creativo della mela in cucina, fino a culminare in un esame finale che certifica una competenza completa. Tuttavia, ciò che distingue davvero un sommelier della mela è la capacità di conoscere la mela in tutte le sue sfaccettature, comprendendone il percorso che va dalla coltivazione nel frutteto fino al momento in cui viene gustata, sviluppando così una visione globale e profonda del prodotto.
Questa conoscenza si intreccia spesso con un’esperienza diretta sul campo, perché molti sommelier della mela, come Stefan, sono anche produttori che vivono quotidianamente il lavoro agricolo e che vedono in questo percorso formativo un modo per valorizzare ulteriormente la propria attività, arricchendola con la possibilità di condividere saperi ed emozioni con gli ospiti.
Stefan, infatti, è proprietario del Callhof, maso biologico a Lana, immerso nella quiete della natura, dove organizza degustazioni di mele che assumono un ruolo centrale nell’esperienza turistica, in occasione di Lana in Fiore e per tutta la stagione estiva; Stefan diventa così un vero e proprio narratore della realtà locale, capace di accompagnare gli ospiti in un viaggio che attraversa stagioni, sapori e tradizioni. In queste esperienze la mela si rivela in tutta la sua versatilità, dalla fase della coltivazione tra i filari alla raccolta nei mesi autunnali, fino al momento in cui viene trasformata o gustata, offrendo uno sguardo autentico sulla vita contadina e sulla passione che anima ogni giornata di lavoro.
Tra le competenze del sommelier della mela c’è il food pairing, che rappresenta uno degli aspetti più affascinanti di questa figura: saper interpretare le caratteristiche di ogni varietà per abbinarla a ingredienti diversi, creando armonie inaspettate. Un esempio emblematico è l’incontro tra la mela Scilate – Envy e lo Speck, in cui la dolcezza naturale e la succosità del frutto si fondono con la sapidità e le note affumicate del salume, dando vita a un equilibrio gustativo raffinato che sorprende e conquista al primo assaggio. Questa capacità di valorizzare la mela in cucina dimostra quanto questo frutto possa andare oltre il consumo quotidiano, trasformandosi in protagonista di esperienze gastronomiche innovative e coinvolgenti.
Tra le varietà più apprezzate da Stefan emerge la Ipador – GIGA, una mela dal carattere deciso che colpisce per il suo aroma fruttato con leggere note tropicali e per il perfetto equilibrio tra dolcezza e acidità, capace di regalare un’esperienza sensoriale intensa e memorabile. La sua polpa soda, croccante e succosa contribuisce a rendere ogni morso particolarmente piacevole, trasmettendo una sensazione di freschezza che rimane impressa nel tempo, proprio come il paesaggio che la circonda.
In questo modo, il viaggio nella regione di Lana si trasforma in un’esperienza completa che coinvolge tutti i sensi e arricchisce il visitatore non solo dal punto di vista gastronomico, ma anche culturale ed emotivo. Il sommelier della mela diventa il filo conduttore di questo percorso, una figura capace di unire tradizione agricola, innovazione turistica e cultura del gusto, offrendo un modo nuovo di scoprire il territorio e di viverlo in profondità.