sabato, 5 Dicembre 2020

Valle d’Aosta teme per stop prolungato al turismo e chiede chiarimenti su dati Cts                           

La Valle d’Aosta si prepara ad affrontare le pesanti restrizioni imposte dal Dpcm. A preoccupare la regione è il rischio di un collasso economico che potrebbe derivare dallo stop prolungato della stagione invernale. Dal solo settore alberghiero, infatti, dipende l’8% del prodotto interno regionale, il doppio della media nazionale. In questa parte delle Alpi, la chiusura invernale di alberghi, ristoranti e impianti rappresenta l’incubo peggiore.
Il presidente della Regione Erik Lavevaz vuole certezze dal Governo nazionale sui tempi e sulle modalità dei ristori economici, ma ha anche chiarito che il suo obiettivo è uscire al più presto dalla zona rossa. “Nei prossimi quattordici giorni – ha spiegato – dobbiamo fare tutto il possibile per cercare di migliorare la situazione sanitaria ed essere ricollocati in scenari di rischio meno stringenti, soprattutto per l’economia”.
La decisione del Ministero della salute di inserire la piccola regione di montagna nella fascia di maggior rischio non è stata però del tutto una sorpresa. “Sapevamo di essere in una situazione complicata, ma anche di essere sul limite degli scenari di rischio, visto che nell’ultima settimana il nostro indice Rt era migliorato”, ha detto il presidente della Regione.

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