A Pompei ‘Portyl’ ridisegna l’esperienza archeologica
24 Giugno 2026, 11:45
L’innovazione digitale diventa un asset strategico per arricchire l’offerta dell’archeologia italiana e offrire nuovi strumenti di vendita al trade. Il Parco Archeologico di Pompei ha presentato ‘Portyl’, un’applicazione di realtà aumentata basata sull’intelligenza artificiale che permette ai turisti di “entrare” virtualmente nella vita quotidiana della città prima dell’eruzione del 79 d.C. La sperimentazione parte dalla Casa del Citarista, in via dell’Abbondanza, dove i visitatori, inquadrando un QR code, possono visualizzare ricostruzioni fedeli di stanze, arredi e fontane storiche. Il progetto si estenderà progressivamente ad altre aree chiave del sito, tra cui il Foro, l’Anfiteatro, il Teatro Grande e l’Odeion.
Come spiegato dal direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel, la sfida tecnologica risiede nel mantenere un costante equilibrio tra spettacolarizzazione e rigore scientifico. L’applicazione, fruibile da smartphone e tablet, è pensata anche in ottica di turismo accessibile, grazie a un sistema integrato che consente alle persone con disabilità motorie di navigare rapidamente all’interno degli scenari 3D. Portyl prevede inoltre una modalità remota per essere utilizzata al di fuori del sito archeologico, trasformandosi in un potenziale strumento di promozione a distanza.
Sul fronte della commercializzazione, l’app sarà completamente gratuita per tutti i visitatori fino al 15 luglio 2026. Successivamente, il modello tariffario prevederà tre contenuti base gratuiti (Basilica, Quadriportico ed esterno dell’Anfiteatro), mentre lo sblocco del pacchetto immersivo completo avrà un costo di 15 euro. Per i turisti sprovvisti di dispositivi idonei, le biglietterie e i bookshop gestiti da Opera Laboratori Fiorentini metteranno a disposizione il noleggio di tablet dedicati al costo di 20 euro.