lunedì, 19 Aprile 2021

Chef Bottura incontra Renzi: mio riconoscimento è a tutta Italia

“Credo che questo premio non sia solo esclusivamente mio e dell’Osteria Francescana. La mia squadra – 43 persone per servire 28 persone ogni giorno – ha un ruolo straordinario. E poi credo sia un riconoscimento per tutta l’Italia”. Lo ha detto lo chef Massimo Bottura dopo aver incontrato a Palazzo Chigi il premier Matteo Renzi e il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina.    

Una settimana fa il suo ristorante di Modena è stato eletto il migliore del mondo nel 2016 secondo ‘The World’s 50 Best Restaurants’.   

“Non c’è turismo migliore di quello enogastronomico. All’estero ci amano alla follia per lo stile di vita ma per riuscire a portare l’Italia nel futuro dobbiamo guardare il passato in una chiave critica e non nostalgica. Noi prendiamo il meglio del passato, come le lasagne, lo spacchiamo e lo portiamo nel futuro. C’è un passaggio fondamentale: parte tutto dalla cultura. E noi stiamo creando cultura”.   

Bottura ha anche ricordato che, dopo il refettorio Ambrosiano creato a Milano in occasione di Expo, “l’1 o il 2 agosto, in occasione dell’inaugurazione delle Olimpiadi, aprirà a Rio De Janeiro una scuola di cucina per aiutare donne in difficoltà, con annesso refettorio perché il sindaco di Rio ha capito il progetto e ci ha dato spazio. Andiamo là a far vedere cos’è l’Italia veramente: nei momenti di difficoltà l’Italia è il sociale”.

Soddisfazione è stata espressa anche da Dorina Bianchi, sottosegretario al MiBACT con delega al Turismo. “Con il premio a Massimo Bottura l’Italia conferma di essere un Paese di eccellenze come il cibo e la nostra cucina. Ricevere per la prima volta per l’Italia l’Oscar dei cuochi, il riconoscimento al ristorante migliore del mondo, è una soddisfazione e un orgoglio per tutti noi italiani e soprattutto un’opportunità da non perdere. Il premio – aggiunge – conferma che dobbiamo puntare sul turismo e sugli itinerari enogastronomici che sono uno dei modi migliori per promuovere e valorizzare un territorio, le sue peculiarità e la sua autenticità. Possiamo proporre un’Italia non solo da vedere ma anche da gustare: un’esperienza totalizzante per i nostri ospiti. Dobbiamo ripartire dalle nostre eccellenze, che sono la nostra identità e la nostra peculiarità”.

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