giovedì, 26 Novembre 2020

Il mondo del turismo in audizione al Senato: prorogare aiuti al 2021

Audizione al Senato per le principali associazioni di categoria sui sistemi di sostegno e di promozione dei servizi turistici e delle filiere produttive. “Con i numeri dei contagi che tornano a preoccupare e il ritorno di misure restrittive – ha dichiarato la presidente di Federturismo Confindustria Marina Lalli – è quanto mai urgente un vero “programma ponte” che ci faccia sopravvivere fino al 2021. Se si vuole tenere in vita l’offerta, occorrerà da un lato ristorare adeguatamente le imprese tenute chiuse per decreto, dall’altro accordare finanziamenti a fondo perduto a tutte le filiere coinvolte più pesantemente. Infine introdurre sgravi fiscali e contributivi significativi. Auspichiamo poi che nei prossimi provvedimenti, per tutelare la corretta e leale concorrenza fra operatori, venga finalmente regolamentato il fenomeno delle locazioni brevi. Infine, ci lascia davvero perplessi la decisione, presente nell’ultimo DPCM, di sospendere congressi e convegni fino al 13 novembre. Così facendo si rischia di portare al collasso definitivo un segmento centrale per il turismo, già in forte sofferenza, che ha investito per adeguarsi e che svolge le sue attività in sicurezza”.

“Oltre ai provvedimenti trasversali messi in campo da Governo e Parlamento per mitigare gli effetti della crisi, anche quelli specifici per il settore devono essere prorogati, estesi e rafforzati almeno per la prima parte del 2021 – si legge in una nota di Confturismo a seguito dell’audizione – dall’esenzione IMU al tax credit sulle locazioni, dal supporto per la riqualificazione turistica al contributi a fondo perduto per agenzie di viaggi, guide e accompagnatori turistici. Ma bisogna anche estendere al turismo il superbonus 110% e riattivare il tax credit per la digitalizzazione. Riforma delle professioni turistiche, intervento normativo sulle locazioni brevi, sviluppo dei distretti turistici e rinvio delle scadenze di imposte e versamenti contributivi previste di qui a fine anno – conclude la nota – dovranno completare il quadro degli interventi più urgenti. Bisogna poi attivare velocemente il processo di definizione dei piani del turismo da inserire nel PNRR per il Recovery Fund, sul quale Confturismo-Confcommercio conferma di non essere stata chiamata fino ad ora a dare il proprio contributo”.

“Come abbiamo sottolineato nel corso degli Stati Generali di giugno – ha invece affermato Vittorio Messina, presidente di Assoturismo, intervenedo in audizione – nel prossimo futuro occorrerà concentrarsi su come declinare il “fare turismo” nel nostro Paese una volta passata questa emergenza. Secondo Assoturismo va messo in campo un vero e proprio “Piano Straordinario per il Turismo” senza partire da zero: nel 2016 il Governo varò il Piano Strategico di Sviluppo del Turismo a valere fino al 2022. Una cornice importante che conteneva molti obiettivi ed azioni condivisibili, seppur con dei limiti dovuti alla mancanza di risorse. Certamente il programma dovrà essere rivisto in profondità, soprattutto perché oggi la crisi è incisiva e diffusa, ma alla base l’ottica di rilancio è sicuramente condivisibile: un insieme integrato di azioni, articolate per un periodo medio-lungo, che permetta alle imprese e alle professioni turistiche di riqualificarsi, investendo in formazione e tecnologia col supporto di incentivi ed investimenti pubblici”.

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