mercoledì, 2 Dicembre 2020

Agriturismi, Istat: settore in salute, nel 2011 crescita a +5%

Il 45% delle strutture è situato nel Nord della Penisola e una su tre è nelle mani del sesso debole

Il mondo dell’agriturismo gode di ottima salute. Secondo l’Istat, infatti, nel 2010 le aziende agricole autorizzate all'esercizio dell'agriturismo toccano le 20 mila unità con una crescita pari al +5%. Risultano in aumento tutte le diverse tipologie agrituristiche: degustazione (+12,8%), altre attività (+7,9%), ristorazione (+6,2%) e alloggio (+5,2%). Più della metà delle aziende si trova in collina, a un terzo in montagna e soltanto il 15% in pianura. Si tratta di attività agrituristica prevalentemente  concentrate al Nord Italia (45,3%). A seguire il Centro (34,1%) e il Mezzogiorno (20,6%), ma rispetto al 2009, al Sud gli agriturismi sono aumentati del 6,2% e nel Nord-est (+5,7%). Inoltre, l'Istat fa sapere che circa l'80% degli alloggi agrituristici è equamente ripartito tra Nord e Centro; le aziende con ristorazione sono prevalentemente localizzate nelle regioni settentrionali (45,4%) e nel Mezzogiorno (31,9%).  Ultimo particolare emerso dalla rilevazione è che 1 agriturismo su 3 è gestito da donne. La Toscana è la regione con il maggior numero di agriturismi rosa, con un numero pari a circa un quarto del totale nazionale. Toscana e Alto Adige, con 4.074 e 2.990 aziende, si confermano i territori in cui l'agriturismo risulta storicamente più rilevante. Ma l'attività agrituristica è significativa anche in Lombardia, Veneto, Umbria, Emilia-Romagna e Piemonte (oltre mille aziende) e in Campania, Lazio, Sardegna e Marche (oltre 700 aziende). Il 2010 ha visto la nascita di  1.701 nuove aziende agrituristiche, mentre 747 sono quelle cessate. Rispetto al 2009 in aumento nuove autorizzazioni (+365 unità) e in diminuzione le cessazioni (-50 unità).

 

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