sabato, 31 Ottobre 2020

Anche sulla neve albergatori ‘saccheggiati’ dalle commissioni delle Ota

E’ soprattutto il calo del mercato russo e di quello interno a preoccupare gli operatori turistici in quest’avvio della stagione invernale sulle montagne italiane. Lo sostiene l’Osservatorio della montagna di Trademark che ha intervistato oltre 800 addetti di lavori per una prima previsione.   

“Prudenza e incertezza – si legge nello studio – aleggiano sull’andamento della stagione invernale in quota. In prossimità delle festività natalizie gli operatori della neve faticano ad essere ottimisti, preoccupati per la mancanza di neve così come per il crollo del movimento turistico russo, che in molte località rappresentava il primo mercato estero. In generale si prevede quanto meno un buon andamento per il fine anno, soprattutto dopo Natale e fino all’Epifania, ma c’è preoccupazione per il periodo delle settimane bianche”.   

Non ci sono dubbi tra gli analisti dell’Osservatorio sul fatto che, comunque, protagoniste di questa stagione invernale siano le località italiane. Dalla Valle d’Aosta al Trentino Alto Adige, dalla Lombardia al Veneto è atteso un afflusso stabile rispetto all’anno scorso mentre in Piemonte, in Friuli e sugli Appennini la ricerca indica un calo delle presenze.

Investigando su richieste, atteggiamenti e stili di consumo dei turisti, gli operatori sottolineano che gli italiani continuano a concentrarsi nel periodo di altissima stagione (Natale/Capodanno/Epifania e febbraio/Carnevale) e che la minaccia più evidente è quella della contrazione dei soggiorni seguita dall’aumento dell’attenzione al prezzo. Nonostante decenni di familiarità con gli albergatori, gli alberghi e le località, sempre più italiani utilizzano il web e le OTA per informarsi e prenotare tanto che gli albergatori registrano sempre più prenotazioni saccheggiate dalle commissioni di Booking, Expedia, etc.

Inoltre, il clima natalizio e gli affetti familiari non bastano per una temporanea rinuncia al wi-fi. Anche gli hotel di montagna, luoghi chiaramente leisure, non possono fare a mano del wireless che gli italiani pretendono sia gratis).

Da rilevare poi l’aumento delle prenotazioni sotto data: gli albergatori interpellati dicono che oltre il 40% delle prenotazioni arriva ormai nei 2-3 giorni antecedenti l’arrivo e il soggiorno a causa della componente meteo.

Infine, prosegue il boom delle nuove discipline anche “estreme”, dei fuori pista “a rischio”, dei percorsi “skipass free” soprattutto tra le nuove generazioni (millennials).

Per la stagione invernale 2014-2015 gli operatori del ricettivo, le agenzie di affittanza ed anche 6 gestori di impianti su 10, si attendono una contrazione del giro d’affari, con i ricavi complessivi del settore ancora al di sotto dei 10 miliardi di euro, nonostante gli aumenti delle spese per skipass, scuole sci, noleggio attrezzature e prezzi crescenti dei pubblici esercizi.

Inoltre, le tariffe alberghiere sono in salita del 4-5% circa e gli operatori prevedono una flessione della domanda di 4-5 punti percentuali. In salita degli abituali 2-3 punti percentuali anche i prezzi degli skipass, sia giornalieri che settimanali.

News Correlate