giovedì, 20 Gennaio 2022

Boom di disdette per le vacanze di Natale: troppi contagi e paura

Mazzata di fine anno per il turismo italiano: a causa della variante Omicron, sono milioni gli italiani che hanno cancellato i viaggi tra Natale e l’Epifania secondo l’analisi di Confcommercio (vedi news) e poi in questi giorni tra positivi, quarantene, impauriti, la situazione è ancora peggiorata.

La conferma arriva anche dal presidente nazionale di Federalberghi Bernabò Bocca: “La situazione del turismo è in netto peggioramento e non solo nelle città d’arte. Tra positivi, persone in isolamento fiduciario, paurosi, persone che si fanno il tampone e scoprono di essere positivi non c’è più nessuno in giro, è difficile trovare gente libera di muoversi… Qualcuno parte ma tende ad andare in case di proprietà, certo non solo in Italia ma in molti paesi europei. Siamo il settore che soffre di più, negli ultimi giorni abbiamo assistito a un blocco delle prenotazioni e ora registriamo solo cancellazioni. La montagna – dice Bocca – sta performando meglio, anche se abbiamo anche lì cancellazioni, ma finita la Befana negli alberghi avranno l’eco… Poi sarebbero dovuti cominciare i long week end sulla neve di inglesi, francesi, tedeschi, svizzeri ma non verranno. Per le settimane bianche è ancora tutto sospeso e incerto, ormai si ragiona di 7 giorni in 7 giorni”.

“Dopo un’estate e un autunno positivi, l’inverno – dice il presidente di Assoturismo Confesercenti Vittorio Messina – ha portato purtroppo una netta inversione di tendenza. La ripresa dei contagi in Europa, specie nei mercati tradizionalmente forti dell’Italia, ha avuto un impatto pesantissimo sulla domanda estera, cancellando circa un milione di pernottamenti nella stagione. E l’ombra delle restrizioni sta riducendo ai minimi termini anche la domanda italiana”.

“La paura del Covid, accentuata dalla rapida diffusione della variante Omicron, – conclude Raffaele Rio di Demoskopika – incide in maniera rilevante sulla spesa turistica con una stima sui mancati introiti per il settore pari a oltre 10 miliardi di euro. In questa direzione non cada nel dimenticatoio il nostro appello rivolto, in più occasioni, al premier Mario Draghi e al ministro del Turismo Massimo Garavaglia di programmare un piano strategico”.

La situazione è disastrosa anche per quanto riguarda il comparto del turismo organizzato: Aidit, Astoi, Assoviaggi, Fiavet, Fto e Maavi si sono rivolte a Draghi per chiedere interventi ormai urgentissimi. “Nel 2019 il nostro settore – dicono – generava un volume d’affari di circa 13,3 miliardi di euro. Nel 2020 ha registrato una perdita pari a circa il 70% del fatturato, mentre si stima che la chiusura dell’anno in corso condurrà ad una perdita di oltre l’80% del fatturato. In assenza di urgenti interventi economici e finanziari si stimano chiusure pari ad oltre il 50% delle imprese attive e la perdita di oltre 40 mila posti di lavoro”.

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