Caro voli e jet fuel, Di Palma: nessuna criticità immediata
29 Aprile 2026, 11:39
“Il fattore psicologico incide sul passeggero, ma nessuna particolare situazione di disagio si è realmente determinata negli aeroporti italiani”. La rassicurazione arriva direttamente dal presidente Enac, Pierluigi Di Palma, intervenuto in diretta nel programma Tg2 Italia Europa, rubrica di approfondimento del Tg2. Intervistato dalla giornalista Marzia Roncacci in merito alla disponibilità di carburante aereo e al caro voli, Di Palma ha evidenziato come in Europa solo il 10% del jet-fuel arrivi dallo Stretto di Hormuz, aggiugendo che “l’aumento dei prezzi risponde alle logiche di mercato: per evitare perdite, le compagnie aeree riducono l’offerta dei voli aumentando il load-factor e puntando su tratte a lungo raggio, economicamente più redditizie”.
Contestualmente altre rassicurazioni sono arrivate anche da Andrea Andorno, ceo dell’aeroporto di Torino e presidente dell’Aci Europe Regional Airports Forum, a margine della conferenza di Aci Europe nel capoluogo piemontese. “II trasporto aereo – ha sottolineato – si muove in un contesto geopolitico incerto, ma gli indicatori restano al momento positivi: il mercato europeo tiene e la domanda si sta progressivamente redistribuendo, favorendo alcuni aeroporti regionali. L’offerta per la stagione estiva è garantita dai vettori e i posti sono disponibili, anche se resta fondamentale che le tensioni internazionali trovino una soluzione in tempi rapidi per consolidare questa fase”.
Inoltre, alla luce dello scenario internazionale segnato dalle tensioni in Medio Oriente e dalle ricadute energetiche, Enac ha lanciato l’idea di istituire presso la Fondazione Pacta un osservatorio permanente sulla filiera del trasporto aereo. Pur non registrandosi al momento criticità immediate negli aeroporti italiani, infatti, il contesto rende opportuno un presidio stabile capace di analizzare in chiave preventiva la catena del jet fuel: produzione, approvvigionamento, trasporto, logistica, stoccaggio, distribuzione e rifornimento.
L’iniziativa si baserebbe sul contributo delle 19 realtà aderenti e sull’apertura a soggetti esterni invitati da Enac, per garantire un confronto ampio e rappresentativo. L’osservatorio avrebbe funzioni di analisi della filiera, monitoraggio delle dinamiche logistiche e individuazione di eventuali criticità, contribuendo a rafforzarne la resilienza soprattutto per accompagnarne l’evoluzione verso modelli di approvvigionamento più sostenibili e sicuri.
In caso di particolari criticità, potrebbe fungere anche da sede di coordinamento e confronto operativo tra gli attori del settore, per assicurare anche un punto di vista unitario a supporto di Enac e degli stakeholder istituzionali. L’osservatorio si configurerebbe anche come strumento complementare, con focus sul trasporto aereo e sulla filiera del jet fuel. La Fondazione continuerà inoltre a promuovere il confronto su carburanti alternativi, in particolare SAF e tecnologie innovative, in un’ottica di sicurezza energetica e decarbonizzazione.