Turismo radici, impatto economico da 8 miliardi
15 Giugno 2026, 11:20
Il Turismo delle Radici è “un turismo pregiato, perché di persone altospendenti: vengono nei periodi al di fuori da quelli più congestionati e al di fuori dai centri più congestionati e restano 10 giorni in media che vuol dire tre volte di più rispetto a un turista medio. Quindi è un turismo assolutamente sul quale lavorare, sono grato al ministro Antonio Tajani e al ministero degli affari Esteri per l’impegno che ci mette”. Lo ha sottolineato il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, a margine dell’evento dedicato al ‘Turismo delle Radici’ che si è svolto ieri sera sul piazzale davanti al palazzo della Farnesina alla presenza di oltre 100 Sindaci dei Comuni delle Radici.
“Come dimostrano i dati, il turismo delle radici rappresenta un segmento in forte crescita nel settore turistico globale, capace di creare per l’Italia un flusso economico aggiuntivo stimato in 8 miliardi di euro annui”, ha sottolineato Mazzi nel suo intervento. “Veneto , Emilia Romagna, Lazio, Campania, Sicilia Calabria, Abruzzo e Puglia sono tra le regioni più attrattive per questo turismo definito anche di ritorno. Interessando un bacino di viaggiatori compreso tra i 60 e gli 80 milioni di persone, costituisce una leva strategica e un’occasione di sviluppo”, ha aggiunto, mettendo in evidenza le “ricadute dirette sui territori”.
“Obiettivo del progetto è far riscoprire parti d’Italia che sono meno conosciute, ecco perché ho voluto che il progetto fosse mirato ai comuni più piccoli”, ha sottolineato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani aprendo l’evento. “I risultati sono eccezionali”, ha affermato quindi il ministro, sottolineato che lo scorso anno i viaggiatori delle radici hanno superato i 7 milioni, con una spesa di oltre 5 miliardi di euro. Un turismo, ha detto, di “alto valore aggiunto”.
I dati più recenti indicano che il turismo delle radici ha fatto registrare un incremento consistente negli ultimi anni: da 6,6 milioni di turisti nel 2024 a una previsione di oltre 7,4 milioni nel 2026. La spesa generata da questi viaggiatori è destinata a superare i 5,5 miliardi di euro. “Grazie al grande successo del progetto, finanziato per 20 milioni di euro con i fondi del Pnrr, ho voluto destinare nuove risorse al potenziamento del Turismo delle Radici”, ha aggiunto Tajani. “Il Cipass ha infatti assegnato per la prima volta al Maeci 200 milioni di euro sul Fondo di Sviluppo e Coesione per rafforzare il Turismo delle radici”. In definitiva l’obiettivo è di “portare ulteriore crescita e sostenibilità nei territori, valorizzando ancora di più la filiera del turismo e dell’accoglienza, favorendo gli investimenti, il benessere e la creazione di posti di lavoro per i giovani”, ha conluso.