Vademecum per chi guida all’estero: attenzione a galateo e norme non scritte
22 Giugno 2026, 12:01
Foto A. Gospic
Quando si varcano i confini nazionali alla guida di un’auto o di una due ruote, non basta prestare attenzione ai cartelli stradale e alle norme (come il bollino Crit’Air in alcune zone della Francia). Occorre informarsi per tempo e comprendere ‘sul posto’ la cultura locale della circolazione.
E’ quella sorta di Codice della Strada non scritto e parallelo, fatto di consuetudini, piccoli gesti e abitudini che regolano la convivenza quotidiana tra automobilisti e motociclisti e altri utenti della strada, pedoni e ciclisti compresi.
Comportarsi da “italiani all’estero” senza decifrare questi automatismi rischia di trasformare una vacanza in una serie infinita di malintesi, colpi di clacson, reazioni anche violente o, peggio, sanzioni. Con comportamenti – come la ‘delazione’ telefonica alla Polizia da parte di altri guidatori – che sono a dir poco inimmaginabili alla nostra latitudine.
Nel Nord e Centro Europa il rispetto degli spazi altrui (e quindi delle strade) sono dogmi assoluti. Lo dimostrano, ad esempio, il rischio che quando un automobilista che sia oggetto di un insistentemente lampeggiamento per ottenere via libera si rivolga – in Germania – alla Polizei denunciando un tentativo di aggressione. O ancora lo stesso comportamento (e c’è da essere sicuri di venir fermati da una pattuglia) che nei Paesi Scandinavi diventa la conseguenza di aver ‘tallonato’ troppo da vicino il veicolo con targa locale che ci precede.
Il cosiddetto ‘tailgating’ cioè tallonamento è addirittura regolato in Germania dalla norma dei 2 secondi: sulle Autobahn, la distanza dal veicolo davanti deve essere pari ad almeno la metà della velocità indicata dal tachimetro (a 130 km/h, la distanza minima è 65 metri). E molti ponti autostradali tedeschi sono dotati di telecamere speciali (Abstandsmessung) che fotografano chi tallona.
Restando in Germania la riduzione di carreggiata (viene definita Reißverschlussverfahren cioè cerniera) ma anche nei Paesi scandinavi, le auto in coda si fondono in un’unica fila alternandosi una alla volta, esattamente come i denti di una cerniera lampo. Tentare di superare la fila o non far inserire chi precede è quindi considerato un gravissimo atto di maleducazione.
Sulle strade dell’Europa Centrale (l’abitudine è iniziata in Germania) per segnalare che la nostra auto si sta avvicinando a quella che precede – occupando la corsia di sinistra – si utilizza il lampeggiatore, esattamente come si farebbe con il colpo di fari. Quasi in automatico – sembra incredibile – chi ci precede si sposterà a destra appena ha spazio.
I lampeggiatori sono molto importanti in Germania, perché se il veicolo (auto, camion o moto che sia) inserisce quello di sinistra vuol dire davvero che sta per iniziare la manovra di uscita dalla corsia. Ed è inimmaginabile che i veicoli che sopraggiungono non lo facciano entrare rallentando lievemente.
Attenzione, guidando nel Regno Unito, a non lampeggiare con i fari agli incroci o nelle frequenti strettoie. In quelle zone il segnale significa ‘passa pure’ perché ‘mi fermo io’ e questo equivoco può generare gravi incomprensioni ed incidenti.
Nei Balcani il lampeggio ha un altro senso: melle strade a due corsie di Paesi come la Grecia o l’Albania, se l’auto dietro di voi vi tallona o lampeggia, la regola non scritta prevede che vi spostiate leggermente sulla banchina laterale (se asfaltata) per lasciarla passare, facilitando il sorpasso senza creare code.
Se in Italia il clacson è un’estensione della nostra voce per sollecitare o protestare, nel Regno Unito (come in Giappone) usarlo è un insulto diretto. Viene tollerato solo per evitare un pericolo imminente. Al contrario, nei Caraibi o in India – ammesso che si si trovi a guidare in quei Paesi – il colpo di clacson è un semplice e continuo “ehi, sono qui, ti sto superando”.
Ma veniamo anche al galateo dei gesti. Se qualcuno vi cede il passo negli Stati Uniti, l’etichetta richiede un cenno visibile di ringraziamento con la mano. Nel Regno Unito, invece, il ringraziamento si esprime accendendo brevemente le quattro frecce o alternando gli indicatori di direzione destro e sinistro.
La cultura del saluto nella comunità dei motociclisti è notoriamente diffusa in molti Paesi – Italia compresa – ma i gesti d’intesa e le tolleranze stradali cambiano radicalmente da un confine all’altro. In Francia i biker sorpassano le auto e poi allungano la gamba destra staccandola dalla pedana. E’ il modo universale per dire “grazie” all’automobilista che si è spostato per facilitare il passaggio della moto.
Attenzione però nelle strade a più corsie a lasciare spazion tra il margine destro di quella di sorpasso a quello sinistro delle corsia centrale. E’ la regola della circulation inter-files) che è ufficialmente legale e regolamentata in tutto il Paese dal decreto 2025-33.
Se un motociclista italiano si muove all’estero deve fare attenzione a non avanzare tra le linee di auto incolonnate. In molti Stati degli USA o in Germania, però, questa pratica non solo è vietata per legge, ma è profondamente odiata dagli automobilisti locali. Se provate a farlo potreste trovare vetture che stringono deliberatamente lo spazio per bloccarvi.