domenica, 1 Agosto 2021

Enac avverte low cost: stop a costi extra per bimbi e disabili

Sugli aerei i minori e le persone disabili o a mobilità ridotta devono viaggiare vicino a genitori e accompagnatori senza pagare costi aggiuntivi. A metterlo in chiaro è l’Enac che scende in campo per arginare una pratica attuata da varie compagnie low cost, adottando un provvedimento d’urgenza che prevede sanzioni da 10mila a 50 mila euro contro chi viola queste disposizioni. La decisione dell’Ente arriva al termine dell’istruttoria di un gruppo di lavoro chiamato a verificare l’ammissibilità delle procedure attuate da varie compagnie aeree low cost che chiedono il pagamento di una tariffa aggiuntiva, a volte superiore al costo del biglietto, per consentire ai genitori di sedersi accanto ai propri figli minori, e ai familiari di stare vicino a persone disabili e a ridotta mobilità.

In base al provvedimento dell’Enac, dunque, tutte le compagnie aeree che operano in Italia hanno l’obbligo di adattare i propri sistemi informatici di prenotazione e assegnazione dei posti per garantire questo diritto a tutela del passeggero e della sicurezza del volo. Il provvedimento tutela i minori tra i 2 e i 12 anni e i passeggeri disabili (devono avere un posto vicino al genitore/accompagnatore e qualora non fosse possibile, nella medesima fila di sedili, oppure a non più di una fila di sedili di distanza dall’accompagnatore) e stabilisce oltre alle sanzioni, anche il rimborso delle somme versate alle compagnie a titolo di sovrapprezzo.

“Condivido questa iniziativa dell’Enac che argina e previene una pratica scorretta che viola i diritti dei passeggeri, soprattutto di coloro che sono più fragili e più bisognosi di assistenza”, plaude il ministro delle infrastrutture e mobilità sostenibili Enrico Giovannini.

Soddisfatti i consumatori, per i quali però la misura non basta. Il Codacons, che su questo aveva fatto un esposto, chiede che l’extra-costo per la scelta del posto a sedere venga “abolito per tutti i passeggeri”; l’Unione consumatori si appella all’Antitrust perché intervenga con “sanzioni serie e milionarie”.

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