domenica, 19 Settembre 2021

Iata, 2020 annus horribilis per trasporto aereo con perdite da 126 mld

Il 2020 sarà un anno da dimenticare per il trasporto aereo. Lo spiega Iata che fornisce i ‘conti dell’annus horribilis’ della pandemia covid, il peggiore da quando sono iniziarte le rilevazioni nel 1950.1,8 miliardi di passeggeri hanno volato nel 2020, un calo del 60,2% rispetto ai 4,5 miliardi che hanno volato nel 2019. I ricavi totali dei passeggeri sono diminuiti del 69% a 189 miliardi di dollari nel 2020 e le perdite nette sono state di 126,4 miliardi di dollari.

La domanda di viaggi aerei (misurata in passeggeri-chilometri o RPK) è diminuita del 65,9% su base annua: la domanda di passeggeri internazionali è calata del 75,6% rispetto all’anno precedente quella dei passeggeri domestici del 48,8%.

La connettività aerea è diminuita di oltre la metà nel 2020, con un drastico calo del numero di rotte che collegano gli aeroporti all’inizio della crisi ed è scesa di oltre il 60% su base annua

nell’aprile 2020. Insomma il calo dei passeggeri trasportati nel 2020 è stato il più grande registrato da quando gli RPK globali hanno iniziato a essere registrati intorno al 1950.

“Il 2020 è stato un anno che tutti vorremmo dimenticare – commenta Willie Walsh, DG della Iata – Ma l’analisi delle statistiche sull’attività nell’anno rivela una straordinaria storia di perseveranza. Al culmine della crisi nell’aprile 2020, il 66% della flotta di trasporto aereo commerciale mondiale è stata bloccata mentre i governi chiudevano le frontiere o imponevano rigorose quarantene. Un milione di posti di lavoro sono scomparsi. E le perdite del settore per l’anno sono state pari a 126 miliardi di dollari.

Molti governi hanno riconosciuto il momento di criticità dell’aviazione e hanno fornito linee di finanziamento e altre forme di supporto. Ma sono state le azioni rapide delle compagnie aeree e l’impegno delle nostre persone che hanno visto l’industria aerea attraversare l’anno più difficile della sua storia”.

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