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L’invito di Conte per vacanze italiane non basta, serve fondo da 750 e ecobonus hotel

“Colgo l’occasione per invitare tutti cittadini a fare le vacanze in Italia, scopriamo le bellezze che ancora non conosciamo. E torniamo a visitare, a godere di quelle che già conosciamo. È questo il modo migliore per contribuire al rilancio della nostra economia in questa fase di emergenza”. L’appello accorato del premier Giuseppe Conte scatena l’applauso dell’aula della Camera ma, anche se apprezzato, non tranquillizza imprese e associazioni del turismo alle prese con una crisi drammatica e che si sentono gli “ignorati speciali” dei vari decreti d’emergenza.

“Apprezziamo l’appello di Conte sulle vacanze italiane – spiega all’ANSA il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca – ma abbiamo bisogno di altri interventi. Oggi è stata abolita la prima rata dell’Imu e noi vogliamo che sia abolita per tutto l’anno perché alberghi chiusi non sono in grado di pagare un’imposta su un bene strumentale che non hanno potuto usare e non è neanche giusto. Chiediamo anche di beneficiare dell’ecobonus al 110% che oggi è destinato solo ai privati”. Secondo Bocca, poi è “utile anche dividere per regioni, abbiamo regioni senza nessun o pochissimi contagi ed è inutile bloccare tutto anche lì. Poi con i protocolli di sicurezza è successo quello che temevamo, ogni regione ha fatto le sue normative e ne abbiamo 20 diverse”.

Rincara la dose Vittorio Messina, presidente di Assoturismo Confesercenti: “I viaggiatori italiani non basteranno a cancellare la crisi del turismo. Lo stesso Conte ha sottolineato la necessità, e l’intenzione, di un piano di intervento ad hoc per il settore. Parole che gli imprenditori attendevano da tempo: adesso ci aspettiamo fatti concreti”.

“Ci fa piacere che Conte si renda conto che il mondo turismo riesca a muovere una quantità importante di denaro e che contribuisce in modo sostanziale all’economia del Paese” aggiunge Marina Lalli, presidente di Federturismo Confindustria che si rammarica che alle imprese non siano state destinate risorse a fondo perduto e si augura che almeno si intervenga sulla fiscalità.

“Finora c’è stata molta propaganda, speriamo che la propaganda finisca – dice il presidente di Confturismo Confcommercio Luca Patanè – e comincino i fatti. Il bonus vacanze che non risolve alcunché nei problemi delle aziende, e oltretutto è in funzione di un credito di imposta”. Patanè sottolinea poi come il social distancing sia un problema enorme in particolare per le compagnie aeree. “Nessuno può volare con gli aerei mezzi vuoti e serve una strada europea. Inutile che da noi ci sia il posto vuoto sull’aereo e sugli aerei francesi no. Non dobbiamo dare vantaggi ai nostri competitor stranieri”.

Arrabbiati e delusi per il Dl Rilancio gli associati di Astoi Confindustria. “Quello che è stato stanziato per il turismo organizzato (25 milioni) – dice il consigliere Pier Ezhaya – è francamente ridicolo rispetto al danno di agenzie viaggio e tour operator che nella più rosea delle previsioni sarà almeno di 8 miliardi di euro di fatturato perso (ma potremmo arrivare quasi al doppio). Bisogna portare questo fondo ad almeno 750 milioni di euro, eventualmente recuperando la copertura finanziaria dalla riduzione di una parte di quanto attualmente stanziato per il Tax Credit vacanze, ovvero 2,4 miliardi di euro”.

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