giovedì, 25 Febbraio 2021

Polemica per la cifra sborsata dalla Regione per il Castello Schisò

Scoppia la polemica sul prezzo pagato dalla Regione siciliana, 3,4 milioni di euro, alla famiglia Paladino per l’acquisto del Castello di Schisò. L’operazione viene contestata da Legambiente. “Come si è arrivati a comprare il Castello per una cifra quasi tre volte superiore a quella fissata nel marzo scorso? C’è una nuova valutazione del valore dell’immobile? Chi l’ha fatta? Chiediamo chiarezza, perché continueremo a batterci per salvare il patrimonio culturale della nostra regione, ma, con la stessa forza e determinazione, vogliamo affermare i valori di legalità e trasparenza”, dice Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia.

E l’ex assessore regionale al Turismo, il deputato Anthony Barbagallo (Pd), aggiunge: “Poco meno di un anno fa, nel dicembre 2017, il bene era stato battuto all’asta a 1.615.000 euro”. Una cifra, insistono gli ambientalisti, “che avrebbe dovuto sborsare la Regione esercitando il diritto di prelazione, essendo un bene vincolato”.

Prova a spegnere le polemiche, l’assessore regionale ai Beni culturali, Sebastiano Tusa: “Il prezzo è stato determinato attraverso una elaborata, precisa e ampiamente documentata analisi effettuata dal Dipartimento regionale tecnico dell’assessorato delle Infrastrutture, ufficialmente preposta all’esecuzione di tali valutazioni”. E ricorda “che l’acquisto comprende, oltre all’edificio in sé, anche delle rilevanti pertinenze che contribuiranno a rendere il Parco archeologico di Naxos più efficiente e attraente”. L’obiettivo è la nascita di un grande Museo archeologico a Giardini Naxos.

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