lunedì, 30 Novembre 2020

Finanziaria regionale: tanto rumore per nulla e il turismo naviga in un mare in tempesta

(di Toti Piscopo) La recente approvazione della Finanziaria, così come riferito in altra parte del giornale, costituisce un altro passo avanti lungo il percorso per dotare la filiera turistica dei fondi per sostenere la ripresa del settore. Un percorso che, nonostante gli auspici, si presenta poco agevole e sicuramente non veloce come sarebbe necessario per tutelare imprese, professionisti e principalmente il mercato oltre che l’immagine di una Sicilia turistica che, degli errori del passato, dovrebbe aver fatto tesoro.

Infatti il prossimo step sarà la rielaborazione del testo coordinato ed integrato e la successiva pubblicazione della Finanziaria sulla Gazzetta Ufficiale, mentre contestualmente è presumibile che verrà avviata la negoziazione con il Governo Nazionale per ottenere l’approvazione  delle risorse attraverso l’utilizzo dei fondi POC e la rimodulazione dei fondi europei. Insomma tutte le somme citate in atto sono parzialmente prive di copertura per cui dovrà superare il vaglio di legittimità e sostenibilità della manovra. Solo allora si avrà la certezza di poter assumere impegni di spesa certi che richiedono un’azione sinergica con verifiche dell’apparato burocratico che potrebbero far dilatare i tempi, salvo imprevisti, già per la fine di maggio, per voler essere ottimisti.

In tale attesa l’assessore Messina, a cui viene riconosciuto apprezzamento per disponibilità e volontà, e tutto il Governo regionale hanno lanciato messaggi diversi e spesso contraddittori, dai contenuti miracolistici, verso il mercato che hanno avuto notevole cassa di risonanza sui media di turismo, viaggi, vacanze sui social che genericamente fanno intendere la disponibilità di poter acquisire pacchetti turistici, che prevedono notti e visite guidate gratuite e sconti o rimborsi fino al 50% sui voli arei, oltre che voucher di cui nessuno sembra avere contezza.

Gli annunci, tanto eclatanti quanto privi di contenuti, hanno prodotto, nel momento sbagliato, aspettative e curiosità, scatenando le legittime richieste del dove, come e quando, rivolte random a tutti gli operatori turistici siciliani, anch’essi privi di informazioni certe. Messaggi che rischiano di ritorcersi come dei boomerang e se non ben calibrati possono alimentare una turbativa nel mercato, difficilmente recuperabile.

Insomma, tanto rumore per nulla, mentre le agenzie di viaggio siciliane, l’esercito delle aziende ricettive alberghiere ed extralberghiere, le tante associazioni di guide turistiche, accompagnatori, noleggiatori, privi di una barca con timone e bussola, navigano a vista, in un mare in tempesta, anzi tentando di sopravvivere aggrappandosi ai relitti. Non ultimi la categoria degli insoddisfatti, formati da chi, negli anni passati, ha trovato comodo non esporsi e stare alla finestra e che, per l’occasione, è scesa in campo per costituirsi occasionalmente in gruppi autonomi, animati da disperazione più che da convinzione, alla ricerca di visibilità ed interlocuzione, alimentando la grande confusione nei decisori, frastornati tra la volontà di fare e la possibilità di fare in un dedalo di leggi e regolamenti.

Nessuna critica, ma semplice constatazione e nessuna accusa, perché certo quella che stiamo vivendo è una stagione inedita e difficilissima, per chiunque, ma le reazioni di pancia e non di testa, indeboliscono le rappresentatività, alimentano le confusioni, rischiando di accentuare le notevoli e diffuse criticità, se non addirittura di accentuare fratture già esistenti che rischiano di diventare insanabili.

Così le tante domande rimangono prive di risposte, visto che le buone intenzioni sembrano non essere confortate da una progettualità chiara, incisiva, decisa, produttiva e quelle che ci sono vengono ignorate per principio. Il confronto tanto auspicato rimane così un puro esercizio linguistico da sciorinare con poche parole in libertà e sciorinate velocemente sui social o nelle videoconferenze. E così, ancora una volta, in nome dell’emergenze si rischia di affogare in quella stessa bufera che il virus ha generato ma che i virologi del turismo vogliono curare con la tachipirina. Ma visto che il barometro segna buon tempo si spera che, nonostante la bufera, la barca riprenda il suo naturale assetto e l’Assessore Messina possa indicare la rotta da seguire.

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