Un nuovo modello per l’enoturismo siciliano
12 Maggio 2026, 10:31
Al via all’Oratorio dei Bianchi di Palermo la ventiduesima edizione di Sicilia en Primeur che fino a venerdì 15 maggio riunirà in Sicilia oltre cento giornalisti da tutto il mondo alla scoperta del vino siciliano attraverso degustazioni, visite nelle cantine, esperienze. Protagonisti di questa edizione 56 aziende associate con oltre mille etichette in degustazione nei vari momenti.
Per l’occasione Assovini Sicilia ha voluto approfondire ulteriormente la tematica dell’enoturismo con il convegno “Taste the Island. Live the Story”. Ad aprire i lavori Mariangela Cambria, presidente di Assovini Sicilia: “parlare di vino in Sicilia significa inevitabilmente parlare di viaggio. Un viaggio che va oltre la degustazione e diventa esperienza culturale, incontro con i territori, con le comunità e con le identità profonde dell’isola. Oggi l’enoturismo è una leva strategica fondamentale: non solo un’opportunità economica per le aziende, ma uno strumento potente per raccontare il vino attraverso il paesaggio, la gastronomia, l’arte e il patrimonio umano della Sicilia. È questo il senso del nostro invito: taste the island, live the story.”
Al centro del convegno, moderato dal sommelier e divulgatore Andrea Amadei, il tema dell’enoturismo come fattore trainante del comparto vitivinicolo regionale, tra sostenibilità, digitalizzazione, formazione e nuove modalità di relazione con il consumatore. Il quadro delineato è quello di un modello enoturistico siciliano dalla forte identità che ha bisogno di strutturare e valorizzare una domanda internazionale già esistente.
Presentati anche i dati del report sull’enoturismo siciliano: nel 2025 il 61,4% delle cantine siciliane coinvolte nel sondaggio ha registrato un aumento dei visitatori, mentre il 74,7% indica una prevalenza di clientela straniera, proveniente soprattutto da Europa e Stati Uniti. Per lo studio, l’enoturismo rappresenta per il mondo vitivinicolo siciliano una componente economica concreta e in crescita: per il 58,3% delle aziende pesa circa per il 10% del fatturato complessivo – esclusa la vendita diretta del vino – le visite guidate e le degustazioni si confermano leve commerciali sempre più importanti per le cantine.
La ricerca evidenzia anche una forte evoluzione dell’offerta: sale degustazione, wine shop, percorsi di visita e personale dedicato sono ormai ampiamente diffusi e quasi sei aziende su dieci dichiarano di avere già progettato nuove esperienze per il 2026. Buono anche il livello di digitalizzazione di base – siti web, e-commerce e mailing list – mentre resta ancora limitato l’utilizzo di strumenti più evoluti: solo il 20% delle aziende dispone di un Wine Club strutturato e il 30,6% dichiara di utilizzare l’intelligenza artificiale, soprattutto nell’ambito del marketing e della comunicazione.
“L’enoturismo – ha commentato l’assessore regionale all’Agricoltura, Luca Sammartino – è destinato a diventare uno dei pilastri sui quali fondare la nostra economia. Il turismo esperienziale focalizzato sulla scoperta del vino, della specificità del suo territorio e della cultura locale sta attirando migliaia di visitatori nella nostra regione e i numeri ci dicono che abbiamo imboccato la strada giusta: siamo la seconda meta enogastronomica d’Italia dopo la Toscana. Siamo, inoltre, una delle destinazioni più attrattive e vediamo di giorno in giorno aumentare la domanda di esperienze autentiche legate al territorio. Un modo per diversificare l’offerta turistica e rilanciare la nostra economia- commenta l’assessore”.