L’ospitalità diffusa porta nella Sicilia segreta 22 mln di PIL
03 Luglio 2026, 11:22
Non solo Taormina e Valle dei Templi. C’è anche una Sicilia meno conosciuta, fatta di borghi, campagne e tradizioni locali dove spesso non esistono strutture ricettive tradizionali e in cui Airbnb rappresenta addirittura l’unica possibilità di soggiorno per i viaggiatori.
Secondo l’Osservatorio sul Turismo Diffuso in Italia realizzato da The European House – Ambrosetti per Airbnb, oltre 680 comuni italiani sono accessibili ai visitatori esclusivamente grazie all’ospitalità diffusa. In Sicilia questo modello contribuisce a portare turismo nell’entroterra e nelle aree meno battute dell’isola: nel 2025 gli ospiti Airbnb hanno generato 22 milioni di euro di PIL nei comuni siciliani con meno di 30.000 abitanti.
Tra quelli con meno di 5.000 abitanti, Piedimonte Etneo guida la classifica per spesa turistica generata dagli ospiti Airbnb, con oltre 105.000 euro nel 2025. Seguono Lascari, in provincia di Palermo, con oltre 33.000 euro, e Collesano, nel cuore delle Madonie, con oltre 29.000 euro. Tra le altre località protagoniste figurano Graniti e Motta Camastra, nella Valle dell’Alcantara, Cattolica Eraclea, porta d’accesso alla Valle dei Templi, e San Marco d’Alunzio, nel Parco delle Madonie.

Nella campagna agrigentina, a pochi chilometri dalla Valle dei Templi – Patrimonio UNESCO – e
dalle riserve naturali della Costa del Mito, Montallegro custodisce un ritmo di vita che pochi
viaggiatori ancora conoscono. Qui Adriano Gangarossa, agricoltore e Superhost Airbnb da 7 anni, ha
recuperato l’azienda agricola dei nonni trasformandola in Villa Giulia: un luogo di accoglienza dove i
mandorli, l’olio extravergine e le granite di limoni e gelsi raccontano la Sicilia più autentica.

“L’idea era quella di far vivere alle persone l’atmosfera di Montallegro che per me, a livello emotivo e
affettivo, è speciale: non volevo lasciare la casa dei miei nonni in abbandono, ma condividere la
passione per questo territorio che hanno seminato in me fin da ragazzino”, racconta Adriano.
Adriano accompagna i suoi ospiti in escursioni tra i ruderi medievali di Monte Suso e i sentieri dove si avvistano il falco pellegrino, insegna loro a fare il pane e la pasta fresca, e ha avviato un progetto di
conservazione di piante mediterranee che i viaggiatori possono contribuire a far crescere seminando una pianta prima di ripartire.