A Cortina le camere sono sempre più accessibili e friendly
24 Marzo 2026, 10:30
L’impegno del comparto alberghiero della Conca Ampezzana per un turismo più accessibile e inclusivo prescinde dalle Paralimpiadi che si sono appena concluse e denota la volontà da tempo condivisa di costruire una legacy duratura per la destinazione. L’Associazione degli Albergatori di Cortina comunica che tra i propri associati la quantità di camere accessibili, attrezzate e friendly sul totale delle stanze disponibili è quasi triplicata in appena 24 mesi, passando dal 5% del 2023 al 14% attuale con un incremento pari al + 179%, laddove attualmente sono più della metà (54%) le strutture che offrono soluzioni in tal senso.
“Certamente le strutture alberghiere di Cortina sono uscite rafforzate dall’esperienza Paralimpica, con una maturazione importante e la volontà di andare avanti su questa strada per diventare l’esempio virtuoso di una località pienamente inclusiva che possa fare da apripista a una vera e propria rivoluzione culturale nel mondo del turismo. Ma sia chiaro che l’accessibilità per noi non è un argomento nuovo. Da tempo eravamo entrati nell’ottica di attuare un cambio radicale di paradigma in tal senso e l’assegnazione dei Giochi non ha fatto altro che darci l’input finale per avviarlo: dal convegno sull’accessibilità turistica che abbiamo promosso nel 2022 insieme al Comune e al Comitato Italiano Paralimpico al sostegno a numerosi progetti che nel corso degli anni hanno tenuto alta l’attenzione sul tema, ci siamo spesi con tutte le nostre forze per costruire un sistema di ospitalità in grado di superare barriere, confini, categorie e differenze”.
A tal proposito, sono tanti gli hotel che a Cortina hanno osservato lunghi periodi di chiusura proprio al fine di ottimizzare i propri standard, migliorare i servizi in termini di accessibilità e assicurare così a ciascun ospite la possibilità di muoversi e vivere gli spazi in modo autonomo e dignitoso, con interventi che hanno riguardato prevalentemente la sistemazione e la riorganizzazione degli ambienti interni ed esterni, compresa l’eliminazione degli ostacoli fisici alla mobilità, la semplificazione dei collegamenti, la
ristrutturazione delle stanze e, ove possibile, l’allestimento di servizi igienici attrezzati, e l’installazione di dispositivi di supporto visivo e sonoro.
“Sappiamo che c’è ancora tanto da fare. Se pensiamo che le Paralimpiadi sono ancora lontane purtroppo dall’avere il richiamo mediatico e l’attrattività delle Olimpiadi, è evidente che parliamo di un percorso in salita e irto di ostacoli. Ma le salite si superano solo iniziando a percorrerle. E noi intendiamo continuare a farlo anche e soprattutto adesso, a riflettori spenti”, ha concluso Ruatti.