mercoledì, 21 Ottobre 2020

La norma sugli affitti brevi si farà, intanto il Senato l’ha bloccata

Continuano le polemiche dopo che il Senato ha bloccato l’emendamento “salva centri storici”. “Un passo indietro incomprensibile, con la cancellazione dell’emendamento che avrebbe consentito di definire in maniera equilibrata l’annosa questione degli affitti brevi si consuma un passaggio parlamentare di inaudita gravità che esige una immediata presa di posizione da parte del Governo”, sottolinea Vittorio Messina, presidente di Assoturismo. “E’ necessario che la filiera del turismo sia pronta in attesa della ripartenza, per questo occorre subito fare chiarezza sul settore. Bisogna intervenire immediatamente, per frenare la crescita dilagante di fenomeni di abusivismo ed irregolarità che mettono a rischio i turisti, danneggiano le imprese che seguono le norme ed i centri storici delle nostre città d’arte”.

“Sono molti i paesi in Europa e nel mondo che, anche senza aspettare l’evidenza generata dalla pandemia, avevano già provveduto a regolamentare un fenomeno certamente attuale ed importante – rileva Confindustria Alberghi – ma che in assenza di regole e controlli sta snaturando le nostre città. Nel percorso di conversione del decreto Agosto in Commissione era stato inserito un passaggio che mirava a riconoscere la condizione di attività d’impresa e quindi l’applicazione della fiscalità ordinaria per quanti gestivano più di quattro appartamenti nello stesso territorio. Un meccanismo – continua – che si limitava a riconoscere una condizione di fatto e che pur non impedendo l’attività andava a ridurre quel vantaggio normativo e fiscale che sta alla base dell’esplosione di questo fenomeno. Purtroppo però nel passaggio in aula questa norma è stata stralciata. Stralcio che sembra più rispondere alla tutela della rendita di posizione di alcuni, piuttosto che alla tutela dell’interesse collettivo legato a sicurezza, vivibilità e alla attrattività turistica. E’ necessario un ripensamento, non possiamo rischiare che le nostre città perdano i loro abitanti, la loro identità e quelle caratteristiche del vivere italiano che costituiscono una componente fondamentale dell’attrattività turistica del nostro Paese”, conclude Confindustria Alberghi.

Ma dopo le parole del ministro Dario Franceschini, arriva la rassicurazione anche da parte di Lorenza Bonaccorsi, sottosegretaria al Turismo del Mibact: “intendiamo proseguire in questo percorso per fare chiarezza nel settore, all’insegna della legalità, della trasparenza, della salvaguardia e della sostenibilità dei centri storici delle città d’arte ad alta vocazione turistica. Per questo, ripresenteremo la norma alla prima occasione utile”.

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