sabato, 28 Novembre 2020

Confesercenti: fase 2 delusione, per le imprese prezzo altissimo

“La cosiddetta fase 2, come presentata dal premier Giuseppe Conte, ha provocato una grande delusione perché di fatto si traduce in un ulteriore prolungamento del lockdown, facendo pagare alle imprese un prezzo altissimo e spingendo molte di queste a non riaprire le loro attività”. Così il presidente di Confesercenti Sicilia Vittorio Messina commenta l’ultimo DCPM illustrato dal presidente Conte agli italiani.

“Una delusione – aggiunge – che, per chi vive in una regione poco colpita dal Covid-19 ma altrettanto fragile dal punto di vista sociale ed economico, si traduce in disperazione non potendosi adottare subito sostegni complementari alla manovra nazionale in quanto la Regione non dispone ancora di una legge di bilancio approvata”.

“Governo centrale e regionale – sottolinea Vittorio Messina – stanno commettendo un grave errore a non accogliere le istanze avanzate dalle associazioni per conto delle imprese rappresentate, non solo perché si tratta di proposte che possono consentire le dovute forme di ristoro alle attività in maggiori difficoltà ma perché così dimostrano di non tenere conto del grande lavoro che le associazioni stanno facendo per irreggimentare le proteste attraverso canali di confronto costante con le istituzioni. Ma per tutta risposta dal Governo centrale arriva una vera doccia fredda che si somma alle difficoltà incontrate finora da molti imprenditori che non sono riusciti ad utilizzare le misure di sostegno previste dal precedente decreto, così come i lavoratori che in Sicilia non sono riusciti ancora a prendere i soldi della cigd”.

“Quando il Governo fa appello al senso di responsabilità degli italiani . aggiunge ancora il Presidente di Confesercenti Sicilia – deve sapere che tanti imprenditori erano già pronti a mettere in campo tutte le misure previste dai protocolli di sicurezza per riaprire le loro attività e in questo senso avevano già investito con fiducia le loro risorse. Oggi, invece, aumenta la preoccupazione in tutti i comparti, a partire da quello turistico dove permane un clima di grande incertezza con le imprese e i lavoratori di tutta la filiera completamente in ginocchio e senza reali prospettive per il domani”.

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