Manlio Messina mette sul tavolo 50 mln e 400 mila pacchetti per il turismo siciliano

La Regione siciliana metterà a disposizione 50 milioni con cui verranno acquistati servizi da tutti i settori della filiera turistica che saranno messi in circolazione per il recupero dei flussi sia individuali che gruppi. Il piano è stato annunciato dall’assessore regionale al Turismo, Manlio Messina nel corso di un meeting virtuale con gli operatori turistici privati organizzati da Skal International Palermo e travelnostop.com

“Il fondo – ha spiegato Messina – verrà utilizzato da subito mentre servizi e pacchetti saranno immessi sul mercato quando riterremo che si potrà viaggiare. Potrebbe essere già a luglio/agosto oppure per favorire la destagionalizzazione e quindi da ottobre. I dettagli saranno resi noti quando la Finanziaria sarà approvata.

Di certo c’è che stiamo preparando 400 mila pacchetti turistici per un introito di 12/13 milioni di euro che utilizzeremo di nuovo per acquistare servizi per tre mesi. Dopodichè, dal quarto mese vedremo cosa succederà. In concreto stiamo cercando di dare subito liquidità alle imprese, sappiamo che non risolveremo il problema ma sicuramente si tratta di piccole risorse che consentiranno al comparto di respirare.

Il progetto sarà supportato da un piano di comunicazione interno ed esterno arricchito da una piattaforma web e un’app. Possiamo dire, paradossalmente, che grazie alla crisi stiamo riuscendo ad attivare servizi che prima stavamo solo immaginando. Come il nuovo sito della Regione che avrà una conformazione diversa e dove sarà presente sia l’aspetto della prenotazione che quello della promozione in cui tutti potranno pubblicizzare la propria attività”.

Ringraziando l’assessore Messina che ha condiviso il piano della Regione con gli operatori, Toti Piscopo ha portato i saluti del vice presidente vicario di Sicindustria Alessandro Albanese, e ha brevemente anticipato le linee generali del progetto “Special Guest“: “si tratta di un progetto funzionale, trasparente e modulare che rispetta le regole del mercato e principalmente le identità professionali ed imprenditoriali dei singoli protagonisti della filiera turistica che operano sia nel pubblico che nel privato. Uno strumento che butta le basi per contrastare il fenomeno dell’abusivismo e degli abusi diffusi e traccia un percorso possibile di collaborazione per sviluppare quel sistema turistico sempre auspicato e mai realizzato”.

Soddisfazione per il piano della Regione è stato espresso nel corso della riunione virtuale da Francesco Picarella, presidente di Confcommercio Sicilia: “lo sforzo della Regione è apprezzabile, diciamo che questa emergenza covid ha portato qualcosa di positivo: la politica ha finalmente compreso necessità di indirizzare la spesa sul turismo e seppure non sia una mossa risolutiva, sicuramente stimolerà le vacanze in Sicilia e offrirà una piccola garanzia di lavoro per tutte le imprese. Altra cosa positiva è che questa misura probabilmente ci consentirà di avviare un’importante stretta sull’abusivismo visto che i voucher varranno solo per le 7 mila e 700 strutture riconosciute della Sicilia mentre ancora oggi su Booking.com sono presenti 25 mila “aziende” che offrono alloggi nell’Isola”.

 

Dal canto suo, Vittorio Messina, presidente di Confesercenti, pur mostrando apprezzamento per le misure già intraprese dal governo, ha insistito sulla necessità di intervenire a sostegno della liquidità delle imprese in maniera straordinaria. “I buoni andranno bene per il 2021 ma nell’immediato occorrono provvedimenti che portino liquidità. Noi abbiamo già presentato un emendamento alla legge di stabilità regionale relativa al comparto del turismo, per istituire un fondo di stato di crisi del turismo per destinare risorse a fondo perduto ai vari anelli della filiera. Dobbiamo poter traghettare le imprese verso il post-emergenza. E per farlo abbiamo bisogno di protocolli e regole sanitarie per adeguare le nostre strutture. Le Regioni si stanno muovendo in autonomia creando confusione. Per questo l’idea dei nostri associati è di restare chiusi: non possiamo aprire strutture ricettive o stabilimenti se non sappiamo come dobbiamo aprire e con quali regole e se i prezzi che immaginiamo siano veramente adeguati”.

 

 

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